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Alimentazione
Uova “Ovito”: Adiconsum fa sanzionare per “pratica commerciale
scorretta” la Federazione Italiana Medici Pediatri
e il Gruppo Novelli s.r.l.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato infligge sanzioni
pecuniarie di 300.000 € alla FIMP e di 120.000 € alla Gruppo Novelli s.r.l.
a seguito
di un procedimento scaturito da una segnalazione dell’Adiconsum.
L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato la
Federazione Italiana Medici Pediatri – un’associazione cui aderisce circa il
90% dei medici pediatri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale – e
la Gruppo Novelli s.r.l. – che produce e commercializza prodotti alimentari da
forno, uova e mangimi – al pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie,
rispettivamente di trecentomila e di centoventimila euro, per “pratica
commerciale scorretta”.
Il procedimento era stato avviato nel febbraio scorso in seguito ad una
segnalazione dell’Adiconsum (riunita ad un’altra analoga del Ministero della
Salute che coinvolgeva anche altri soggetti) relativa ad un messaggio
pubblicitario presente sulle confezioni delle uova “Ovito”, prodotte dal
Gruppo Novelli. Il messaggio recitava “Ovito: l’unico uovo approvato
dalla Federazione Italiana Medici Pediatri” ed era proposto unitamente al
logo “approvato dalla FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri”.
Nella segnalazione l’Adiconsum faceva notare che tale messaggio integrava la
fattispecie di pratica commerciale scorretta in quanto “idoneo a falsare in
misura rilevante le scelte economiche dei consumatori” facendo leva sulla
sensibilità che i genitori hanno verso l’alimentazione dei propri bambini,
inducendoli di fatto a credere erroneamente che Ovito fosse l’unico uovo ad
aver ottenuto “l’approvazione”, tra i tanti esaminati da FIMP, e che tutti
gli altri fossero stati esclusi perché non meritevoli.
Dall’istruttoria avviata dall’Antitrust è emerso il grave comportamento
scorretto principalmente della FIMP, che commercializzava il proprio marchio
senza effettuare attività di analisi o di ricerca medico-scientifica sui
prodotti ai quali veniva concesso il logo “Approvato dalla FIMP”.
La sanzione di 300.000 euro, comminata per aver sfruttato il credito riposto dai
consumatori nei medici pediatri esclusivamente per finalità commerciali, si
aggiunge a quella di 40.000 euro già irrogata per “aver fornito
informazioni non veritiere” all’Autorità nel corso dell’istruttoria.
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