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OBBIGAZIONI ARGENTINE: SCADONO IL 21DICEMBRE I TERMINI PER RICHIEDERE ALLA BANCA IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Il prossimo dicembre ricorrerà il quinto anniversario di un avvenimento infausto per molte famiglie italiane: il crack dell'Argentina.

Da allora, molti avvenimenti si sono susseguiti, a volte carichi di speranze, a volte di delusione per gli sfortunati risparmiatori che hanno investito il loro denaro nei titoli dello stato sudamericano.

Ecco quelli salienti: nel 2004 l'Argentina,. dopo infinite trattative,  propone ai detentori di scambiare i titoli con quelli di nuova emissione, la cui scadenza è prevista nel 2035 e i cui rendimenti sono notevolmente ridotti. I risparmiatori italiani non accolgono favorevolmente - anche dietro consiglio della task force che nel frattempo l'ABI (Associazione Bancaria Italiana)  aveva messo in campo -  la proposta: infatti solo il 30% di loro accetta, visto che con il concambio si maturava una perdita secca di circa il 70%.

Nel 2006, sempre l'ABI ci riprova, promuovendo un Arbitrato internazionale (ICSID) volto ad indurre l'Argentina a rimborsare in maniera più congrua; a detta procedura ha aderito un buon numero di risparmiatori, ma si nutrono molte incertezze, sia sui tempi che sui risultati.

Nel frattempo - dopo una parentesi in cui alcuni (pochi) istituti bancari hanno promosso iniziative di conciliazione con i propri clienti, i cui esiti non sono stati propriamente soddisfacenti -  molti risparmiatori hanno scelto, spesso con il patrocinio delle associazioni dei consumatori, di attaccare frontalmente le banche citandole in giudizio. E', a nostro giudizio, la strada che ha portato più soddisfazioni,  in quanto i tribunali, di volta in volta investiti delle controversie, hanno assunto un atteggiamento sostanzialmente rivolto al riconoscimento delle ragioni dei risparmiatori. La giurisprudenza è infatti, nella stragrande maggioranza dei casi, favorevole. Le pronunce giudiziali hanno inoltre indotto le banche ad un atteggiamento conciliativo nei clienti che propongono una causa.

In Piemonte l'Adiconsum ha assistito circa 400 risparmiatori che hanno promosso, attraverso i legali dell'associazione,  azioni giudiziarie nei confronti dei principali Istituti di credito operanti sul territorio. I risultati sono brillanti: nel 90% dei casi la banca, per chiudere la vertenza ha offerto ai propri clienti  rimborsi che vanno dal 70% al 90% (in certi casi il 100%) del capitale investito. Il restante 10 % dei giudizi pende tuttora davanti ai tribunali.

Le azioni legali possono essere promosse anche da chi ha aderito al concambio o da chi ha dato mandato all'ABI per l'arbitrato, in quest'ultimo caso previa disdetta da inviare raccomandata A.R..

Invitiamo i risparmiatori che non hanno ancora agito, ad inviare comunque una lettera di messa in mora alla banca, con la richiesta di rimborso per i danni subiti, al fine di evitare che maturi la prescrizione quinquennale, cosa che renderebbe impossibile il ricorso alle vie giudiziali.I nostri sportelli sono a disposizione dei consumatori per la necessaria assistenza.

Da ultimo ci è giunta notizia che alcune banche stanno chiedendo delle commissioni in caso di richiesta di recesso dal ricorso ICSID relativo ai bond argentini.
Abbiamo avuto conferma dalla Task Force Argentina che l'operazione deve essere completamente gratuita.