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MUTUI
Adiconsum: «se
il tasso dei mutui fosse stato collegato alla banca europea e non all'Euribor,
la rata mensile sarebbe più leggera di 100 eurot».
L'Euribor,
è il tasso delle operazioni finanziarie tra le banche, viene determinato da un
gruppo di mondiale di oltre 50 banche. Fino al 2004 i tassi BCE ed
Euribor erano praticamente gli stessi, oggi la differenza è considerevole,
Euribor 5,41% BCE 4,25%, oltre 1 punto percentuale.
Cosa
significa per il consumatore?
Prendiamo
ad esempio un mutuo di 100.000 euro a 25 anni. Nel 2004 la rata mensile era di
530 euro, legata ad un tasso Euribor 2,06% + 2% spread = 4,06%. La stessa rata
sarebbe uguale anche se il mutuo fosse stato collegato al tasso BCE. Oggi, la
rata mensile con l'Euribor al 5.41% + 2% spread ammonta a 802 euro mese, mentre
se fosse stata con BCE 4,25% + 2% spread, la rata ammonterebbe a 707 euro.
La
differenza è di 95 euro al mese (se il calcolo fosse al 30 giugno, la
differenza salirebbe al 107 mese) sull'intero ammontare del mutuo. La differenza
di costo complessivo del mutuo è di ben 15.000 euro, pari ad un anno di
stipendio.
La
proposta di Adiconsum
Il
tasso Euribor, a differenza del tasso BCE, paga aspetti speculativi, crisi
subprime, non escludendo la possibilità di un cartello fra le stesse. La
differenza rilevante di oltre un punto tra Euribor e BCE ne è la prova
evidente.
Secondo
Adiconsum sarebbe più conveniente collegare i tassi variabili al tasso
BCE che è meno soggetto alle fluttuazioni del mercato e dalle speculazioni
finanziarie.
Aumento
del tasso BCE
Adiconsum
ritiene che questa decisione sia errata, poiché l'elevata inflazione che si
propone di combattere non è dovuta a ragioni interne all'Europa bensì a
ragioni esterne, cioè il petrolio. Rischia quindi solo di aggravare
pesantemente il costo del debito pubblico per uno stato qual è l'Italia senza
riuscire ad incidere sul sostenimento dell'inflazione e sullo sviluppo della
ripresa economica.
Adiconsum
ricorda inoltre a tutte le famiglie che
si trovano in difficoltà nel pagare il mutuo che possono optare per differenti
soluzioni:
1.
Rinegoziazione, da effettuare con la propria banca chiedendo una
riduzione dello spread che oggi è possibile anche sotto l'1%.
2.
Portabilità, trasferimento del mutuo ad altra banca che garantisca
condizioni più favorevoli
3.
attuazione dell'accordo Abi - Governo, con abbassamento della rata al
2006 e il trasferimento di quanto non pagato in coda al mutuo con ulteriore
prestito (soluzione da evitare perché onerosa)
In
ogni caso prima di qualsiasi decisione è opportuno fare, o far fare, calcoli
precisi per valutare la convenienza delle varie opzioni e per fare la scelta più
giusta.
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