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CIRIO:
le banche nel mirino della Magistratura
Il
sistema bancario è entrato ufficialmente nelle indagini della Magistratura sul
fallimento del gruppo Cirio.
Indagato il presidente di Capitalia,
con altri funzionari della banca, per concorso in bancarotta fraudolenta e
truffa, perquisizioni in varie banche.
Accuse gravi che dovranno trovare
conferma nel proseguimento delle indagini e che, nel rispetto della legalità
non significano una sentenza di condanna.
Proprio per rispetto al lavoro dei
Magistrati non si entra nel merito delle accuse, anche se molte sono già state
denunciate dall’Adiconsum dal momento del crack Cirio.
Per i risparmiatori e per L’Adiconsum
è sufficiente una sola delle contestazioni dei magistrati, forse quella meno
rilevante a livello penale, “e stata
violata la par condicio tra creditori”, più che sufficiente per l’annullamento dei contratti e per il
rimborso degli investimenti, essendo state violate le leggi che regolano il
collocamento dei titoli.
A sostegno dell’obbligo di
rimborsare i piccoli risparmiatori può essere portata la destinazione di molti
dei prestiti obbligazionari:
Il
prestito Cirio Finanziaria di 175 milioni di euro, larga parte, oltre 52
milioni, sono stati utilizzati per rimborsare le stesse banche che
contemporaneamente collocavano i titoli. Per gli altri 123 milioni, sono ancora
in corso indagini.
Il
prestito Cirio Del Monte NV di 175 milioni ha visto l’intervento diretto di
Banca di Roma che si è dovuta tenere 25 milioni per non essere riuscita a
venderli; altri 120 milioni rimborsano vari prestiti e fidi del gruppo Cirio.
Il
prestito Cirio Hooding del 2001 fu utilizzato quasi esclusivamente per
rimborsare un precedente prestito bancario.
Infine,
circolano con sempre maggiore insistenza voci di un “piano segreto” delle
banche per rimborsare gli obbligazionisti e si iniziano ad avere iniziative
concrete.
Il
piano, pur più volte smentito, prevederebbe la costituzione di una nuova società,
partecipata dalle banche esposte con la Cirio (in quota percentuale
all’esposizione). La società rimborserebbe i risparmiatori che decidessero di
presentare le obbligazioni per il rimborso. Il rimborso sarebbe parziale e
avrebbe la durata di alcuni anni. La differenza tra quanto rimborsato e il
valore a cui la società riuscisse a vendere le obbligazioni sarebbe la sua
perdita.
Nello
stesso tempo alcun banche, particolarmente quelle piccole, stanno chiamando i
risparmiatori offrendo di riacquistare le obbligazioni in circolazione al 39,00%
del valore.
Non
è chiaro se le due operazioni siano collegate e se vogliono solo ridurre le
responsabilità in corso di accertamento da parte della Magistratura: però,
mentre la prima è nel filone della richiesta dell’Adiconsum di rimborso delle
banche degli investimenti offerti ai risparmiatori senza il rispetto delle
norme, la seconda è totalmente insufficiente a sanare i diritti degli
investitori stessi.
Le ultime
notizie riguardano l’avvio di indagini penali presso altre tre Procure e la
presenza di oltre 20 offerte per l’acquisto delle attività industriali Cirio.
Tra queste ultime (scadenza 9 dicembre 2003) quella di Euroconserve Italia non
è assolutamente condivisibile. Prevede il rimborso del 100,00% ai creditori
privilegiati, soprattutto banche, e del
40,00%, parte in contanti e parte di azioni di una nuova società, ai creditori
chirografari compresi gli azionisti, tra cui spicca il gruppo Cragnotti.
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