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SICUREZZA
STRADALE
Si inaspriscono per
nascondere l’incapacità di fare controlli più efficaci
«Ancora una
volta si ricorre al rito tutto italiano di inasprire le pene semplicemente per
nascondere l’incapacità, o la volontà, di far rispettare le norme vigenti».
Così
valuta Adiconsum, in merito ai nuovi provvedimenti del Governo per
migliorare la sicurezza stradale.
«Condividiamo i provvedimenti sulla prevenzione proposti dal ministro dei
Trasporti Alessandro Bianchi, in particolare le parti riguardanti l’educazione
dei giovani e nelle scuole; non
condividiamo invece inasprimenti di pena
cui poi non segue alcun controllo».
Ogni città
dispone di un esercito di polizia municipale, ma le pattuglie sul territorio
rimangono una rarità; i controlli sulla velocità non sono quasi mai nei punti
di rischio effettivo, ma in quelli che consentono agli enti locali di fare
cassa; il codice della strada è sempre
più rivolto al raggiungimento di obiettivi di cassa più che a quelli della
effettiva sicurezza stradale.
Nel protocollo
sottoscritto alcuni anni or sono, di cui Adiconsum è stata parte attiva, vi era
sì la patente a punti e il patentino per i più giovani, obiettivi raggiunti,
ma quelli che veramente possono incidere sulla sicurezza sono ancora sulla
carta.
Nel frattempo,
la necessità delle vendite punta all’esaltazione della velocità. Un esempio
su tutti, nella hall dell’aeroporto Leonardo da Vinci è in mostra un modello
che “vanta” una velocità di 242 Km orari; ancora, le moto rivolte ai
giovani possono essere modificate con facilità, a volte con una limetta per le
unghie, e consentire il raggiungimento di velocità per cui le moto non sono
state omologate.
E’
anche su questi punti che vorremmo risposte puntuali dal ministro Bianchi.
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