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Argentina: ultimi aggiornamenti

Il raggiungimento di un primo accordo con il Fondo Monetario Internazionale (rinvio del pagamento del debito in scadenza) sembra avere aperto qualche possibilità di ristrutturazione del debito argentino.

Le prime novità riguardano le dichiarazioni del Ministro delle Finanze argentino e la possibile rinegoziazione del debito della Città di Buenos Aires e di Telecom Argentina.
Il Ministro ha dichiarato che l'attività della Banca incaricata di negoziare la ristrutturazione, la banca d'affari Lazard Freres, dovrà iniziare dall'Italia, vista la quota del debito collocata in Italia.
Ciò non significa che la crisi argentina sia superata. Incombe, ancora, lo "spettro" di una perdita anche del capitale investito e non è ancora noto il comportamento che adotteranno gli investitori americani, molto forti in Argentina, per tutelare prima degli altri i propri crediti.

Per quanto riguarda le rinegoziazioni, le prime notizie per Città Buenos Aires prevedono, per i due prestiti in circolazione, pari a complessivi 350,00 milioni di dollari, il rimborso immediato dell'1,50% del capitale investito, una maggiore durata dei titoli obbligazionari di quattro anni, una riduzione del 50,00% della cedola per Telecom l'abbattimento del capitale a meno della metà del valore nominale (43-50 rispetto al valore nominale di 100, con una previsione di prezzo medio di 46); inoltre, tutti gli investitori sarebbero rimborsati allo stesso valore. Gli interessi sarebbero rimborsati per intero fino al 24 giugno 2002, successivamente al 30,00% del tasso indicato nel contratto. Per Città di Buenos Aires il primo incontro, con i rappresentanti degli investitori, è previsto il 25 febbraio p.v. e a quella data sarà possibile avere maggiori e più precise informazioni.

Per quanto riguarda Telecom il dissenso alla proposta è totale e non è da prendere in considerazione.

Per memoria si riportano i titoli Telecom Argentina in circolazione: $Usa 200 milioni tasso 12,00% scadenza 15.11.02; euro 206,00 milioni tasso variabile scadenza 18.3.08; euro 200,00 tasso 8,375% scadenza 8.4.04; euro 200,00 tasso 7,25% scadenza 1.7.02; euro 250,00 tasso 7,625% scadenza 7.4.03; euro 200,00 tasso 8,875% scadenza 30.5.07; euro 190,00 tasso 9,50% scadenza 2.7.04.

Nulla ancora è stato reso noto circa i titoli della Repubblica Argentina, la larga maggioranza delle emissioni, in quanto si è in attesa delle elezioni politiche e della nomina del nuovo Governo. Solo successivamente, saranno avviate le trattative, a partire da quella con il Fondo Monetario Internazionale.

In questo contesto si è svolto, il 20 febbraio 2003 l'incontro, con il presidente dell'Associazione a tutela dei piccoli investitori argentini. La prima notizia è il rilascio di circa 190.000 deleghe all'associazione (circa il 60,00% del totale degli investitori) per circa nove miliardi di euro (oltre il 60,00% del totale degli investimenti italiani). Circa le possibili rinegoziazioni sono state confermate le notizie su Città di Buenos Aires e Telecom Argentina.

Per la prima, l'associazione parteciperà con voto positivo all'incontro del 25 febbraio, mentre per Telecom è stato già espresso un giudizio negativo e l'Associazione è in attesa di una nuova proposta. Inoltre entro metà marzo potrebbe essere avviata la rinegoziazioni anche dalla Provincia di Buenos Aires. Un ulteriore aspetto importante è la possibilità per la città di Buenos Aires di sostenere i costi della rinegoziazioni. I flussi di cassa della Città sono, infatti, sufficienti ad onorare l'impegno. Il tasso della rinegoziazione, pur diminuito, è interessante, passando per il 2003 al 4,00% effettivo e dal 9,00 al 6,65%. Infine, nel 2005 inizierà l'ammortamento. Il raggiungimento dell'accordo consentirà di "sistemare" i primi 120/140 milioni di crediti. La rinegoziazione di Città di Buenos Aires e la possibilità di un'iniziativa simile da parte della Provincia, ha un valore politico che potrebbe rilevarsi importantissimo.
La città e, si spera, la provincia di Buenos Aires hanno effettuato le proprie scelte in autonomia, ma, certamente, una condivisione delle decisioni è venuta dal Governo Centrale. Ciò potrebbe (il condizionale è d'obbligo) significare che quando si potrà procedere alla rinegoziazioni del debito della Repubblica le condizioni potrebbero essere simili. Se così fosse, la crisi argentina si chiuderebbe in maniera meno negativa di quanto sino a poche settimane addietro era inimmaginabile.
Incontri sono stati svolti con altri debitori privati, Pemex e Metrogas.

Per le rinegoziazioni bisognerà però attendere che le imprese acquisiscano certezze sui propri introiti derivanti dalle tariffe, attualmente bloccate.

L'ulteriore notizia è relativa alla quotazione dei titoli argentini, fissata circa ad un quarto del valore nominale. Ciò rischia di essere controproducente per due motivi:
1) la perdita di tre quarti del capitale investito;
2) l'accettazione di condizioni, come quella di Telecom argentina, che porterebbe una perdita del capitale investito della metà, ma un fortissimo, guadagno, circa il doppio, agli speculatori che hanno acquistato a valori molto bassi.
È stato fatto presente che il Fondo Monetario Internazionale "vede di buon occhio" le associazioni come quella italiana, perché consentono una migliore difesa degli investitori minori. Infine, è stato confermato che le trattative per la rinegoziazione del debito della Repubblica potrà avvenire solo dopo lo svolgimento delle elezioni politiche e la nomina del nuovo governo.

Per notizia si deve ancora aggiungere che gli studi legali che hanno scelto la strada di adire alle vie legali, attualmente, stanno assistendo circa 400 risparmiatori (0,10% degli investitori italiani)contro la Repubblica argentina.

Alcuni successi ottenuti in prima istanza non devono essere sopravvalutati e, per certi versi, devono essere giudicati in maniera negativa. Infatti, oltre ad essere un ostacolo alle trattative potendo creare un irrigidimento da parte del Governo argentino, hanno portato al blocco di alcune iniziative, quali l'acquisto di medicinali e aiuti alle piccole e piccolissime imprese argentine che nessuna responsabilità hanno su quanto accaduto.

A conclusione della riunione l'Adiconsum ha chiesto di essere tenuta costantemente informata degli accordi raggiunti e dello stato di avanzamento delle trattative.