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La
campagna "scendi in campo" era una pratica commerciale scorretta
L'Antitrust
da ragione all'Adiconsum e sanziona H3g
«Ancora
una volta nel settore delle telecomunicazioni l'Antitrust deve intervenire per
sanzionare il comportamento scorretto di un azienda. Non
basta! La sanzione arriva dopo quasi un anno, e non prevede risarcimenti diretti
per i consumatori danneggiati».
Era pubblicità
ingannevole, era vendita scorretta. "Scendi in campo", la campagna che
nel settembre scorso H3g aveva messo in essere con manifesti e spot televisivi
trasmessi all'interno di programmi di largo ascolto, interpretate da una famosa
attrice ed un popolarissimo allenatore di calcio, presentava
in modo oscuro e incomprensibile, quando non ometteva, informazioni rilevanti di
cui il consumatore medio ha bisogno per prendere una decisione consapevole di
natura commerciale.
Lo ha deciso L'autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sentito il
parere dell'Autorità Garante per le Comunicazioni, a seguito della denuncia
fatta dall'Adiconsum.
Il messaggio pubblicitario è stato trovato "idoneo a indurre in errore
le persone alle quali è rivolto o da esso raggiunte sulle reali
caratteristiche, natura e condizioni economiche e limitazioni tecnologiche cui
sono offerti il TVfonino e i servizi abbinati di telefonia mobile, lasciando
intendere, contrariamente al vero, che la visione delle partite possa costituire
un omaggio a fronte dell'acquisto del TVfonino e, a causa della sua
ingannevolenzia, pare suscettibile di pregiudicare il comportamento economico"
Per questo
motivo, l'Autorità ha condannato la società H3G al pagamento di una sanzione
amministrativa pecunaria di 93.000 euro.
Adiconsum apprezza il verdetto dell'Autorità, ma sottolinea come queste
procedure siano inefficaci ad indurre le aziende a pratiche commerciali corrette
e senza pubblicità ingannevoli, visto che le sanzioni, peraltro ampiamente
sostenibili da società con fatturati miliardari, arrivano quasi sempre a
campagna ormai terminata, quando le aziende hanno potuto cogliere i frutti a
danno dei consumatori.
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