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di Adiconsum, gli eventi più interessanti per il consumatore attento
ed informato |
L’accesso al mare è un
tuo diritto
La concessione non è un
diritto di proprietà
Facciamo rispettare i
diritti previsti dalla legge
Paghiamo le tasse;
è
il Comune che deve garantire un tratto significativo di spiaggia libera,
gratuita e pulita
- Un
malcostume tutto italiano
- L’iniziativa
di Adiconsum Liguria per l’accesso libero e gratuito alla spiaggia ha
avuto eco in Inghilterra, in Germania, in Francia.
- In
troppe realtà l’equilibrio tra spiaggia in concessione e spiaggia
libera non esiste più.
- Le
spiagge libere sono un’esiguità, spesso collocate lontano ove più
difficile è l’accesso.
- In
molte realtà la concessione si è trasformata in proprietà.
- L’accesso
al mare viene impedito e in taluni casi addirittura viene richiesto un
biglietto d’accesso per il semplice transito all’arenile.
- Tutto
ciò in aperta violazione della legge e in particolare della Finanziaria
2006 nella quale vengono confermati senza più alcun equivoco i diritti di
accesso al mare.
- Il
costo agli stabilimenti per molte famiglie resta proibitivo e i costi
eccessivi non hanno alcuna giustificazione con i canoni di concessione che
restano del tutto irrisori, (circa 50 centesimi/1 euro al mq) il che
significa che in 2-3 giorni di pieno viene coperto il costo della
concessione di un anno.
- Adiconsum
per il rispetto del diritto all’accesso libero e gratuito al mare
- Impedire
l’accesso alla spiaggia da parte degli stabilimenti in concessione è
una violazione della legge. Lo è ancora di più la richiesta di un
biglietto per il transito. Sono violazioni che vanno respinte e
denunciate.
- Tutto
questo non significa essere contro gli stabilimenti in concessione, questi
svolgono un servizio ed è giusto che chi ne usufruisce paghi un equo
compenso.
- Un
corretto equilibrio tra stabilimenti e spiagge libere valorizza il
territorio e risponde alle differenti esigenze dei cittadini.
- In
molte realtà questo equilibrio è stato rotto a danno dei diritti dei
cittadini relegando le spiagge libere in zone lontane o entro spazi
ambigui, spesso non curati.
- In
altre realtà i Comuni hanno invece salvaguardato questo equilibrio,
curando le spiagge libere. Occorre evitare quindi di fare “di tutta
l’erba un fascio”.
- La
nostra iniziativa e la nostra lotta sono rivolte a quelle realtà in cui
la speculazione ha prevalso sui diritti dei cittadini, dove l’assenza e
la compiacenza dei Comuni coprono aperte violazioni della legge; va
rivolta a fermare la privatizzazione delle spiagge, a richiedere che siano
gli stessi Comuni a garantire ai propri cittadini spiagge libere ed
attrezzate.
- Ad
avviso di Adiconsum almeno il 50% della spiaggia dovrebbe essere libera o
comunque non inferiore al 30%.
- Cosa
prevede la legge finanziaria? Alcuni aspetti normativi
Queste
le novità approvate dal Parlamento (legge finanziaria 2006, art.1, c. 251):
- Diritto
di accesso: “È fatto
obbligo per il titolare delle concessioni di consentire il libero e
gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia
antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della
balneazione”.
- Corretto
equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere: il comma 254
prevede “un corretto equilibrio tra aree concesse a privati e arenili
liberamente fruibili”. Spetta poi alle Regioni e ai Comuni la garanzia
ed il rispetto di questo indirizzo nei piani regionali e nelle deleghe ai
Comuni.
- Canone
di concessione: altra
disposizione prevista nella Finanziaria
Tra
gli aspetti più significativi:
ü
Durata della concessione da 6 a non oltre 20 anni
ü
Alle Regioni e ai Comuni il compito dei piani per garantire un corretto
equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere
ü
Possibilità di revoca della concessione per violazione grave degli
obblighi della concessione
ü
Nuovo regolamento dei canoni che restano a livelli irrisori rispetto ai
costi di accesso ai servizi (per un mq il canone può oscillare da 0,5 a 1 euro,
il che significa che con 2-3 giorni di “pieno” lo stabilimento ha coperto i
costi della concessione).
·
Sulla pulizia delle spiagge libere
ü
La pulizia delle spiagge libere e degli arenili è a carico dei Comuni. Qualora
questi non provvedano, l’obbligo spetta agli stabilimenti balneari adiacenti.
ü
Inoltre il parere del Consiglio di Stato n° 1978 parte I, 1144 del 14
dicembre 1976, prevede anche la possibilità di limitare le concessioni
di spiaggia evitando di rinnovare le concessioni in scadenza in tutti i
casi in cui la contiguità ininterrotta comprima in modo intollerabile il libero
accesso alla spiaggia e al mare.
·
Sui disabili
ü
L’accesso e la percorribilità sulla battigia non deve essere preclusa
neanche ai disabili (L. 104/92).
·
La battigia è e resta comunque
libera
ü
È considerata battigia la fascia di spiaggia pari a 5 metri dalla
risacca, dove cioè arrivano le onde.
ü
La battigia è esclusa dalle concessioni demaniali. Il concessionario non
ha alcuna titolarità, né può imporre divieti di stazionamento o di fare il
bagno nell’area antistante lo stabilimento.
ü
Sulla battigia non possono essere collocati oggetti ingombranti quali
ombrelloni, sdraio o tavolini.
ü
Il passaggio non deve essere intralciato sia per il passaggio dei mezzi
di soccorso o il passaggio di altri.
·
Lo stabilimento ha l’obbligo di rilasciare ricevuta fiscale.
·
L’accesso agli stabilimenti e ai relativi servizi è soggetto a
ricevuta fiscale; il non rilascio rappresenta una grave violazione della legge
(frode fiscale) e va segnalata alla Guardia di Finanza (pagare tutti per pagare
meno tasse).
- A
chi segnalare e denunciare la violazione delle leggi?
Comportamenti
non conformi alla legge quali:
- il
non rispetto del libero accesso alle spiagge
- ostacoli
e vincoli all’uso della battigia da parte di tutti
- il
non rispetto della spiaggia libera pulita
vanno segnalate
alla polizia Municipale, ai Carabinieri, alla Capitaneria di Porto. Nei casi più
gravi è opportuno presentare una denuncia formale presso la locale caserma dei
Carabinieri. In questo caso è utile anche avere dei testimoni.
Nel caso di
segnalazioni e/o denunce scritte è opportuno precisare che si attende una
risposta entro 30 giorni ai sensi della legge 241/90.
- Al
Sindaco e alla Regione vanno invece inviate proteste o denunce riguardanti
l’eccessiva privatizzazione delle spiagge e la non garanzia ai cittadini
di “significative” aree di spiaggia libera o la loro collocazione in
zone lontane o disagevoli.
- Una
giornata di lotta per quali obiettivi?
- Per
dare un’informazione ai cittadini su questi importanti diritti di
accesso libero e gratuito alle spiagge, spesso non conosciuti;
- per
invitare i concessionari degli stabilimenti balneari a rispettare le regole
troppo spesso calpestate da atteggiamenti compiacenti delle istituzioni che
hanno chiuso un occhio ed in taluni casi anche due rispetto agli obblighi
previsti nelle concessioni;
- per
invitare le Forze dell’Ordine (Polizia municipale, Guardia costiera e
Carabinieri) ad eseguire gli opportuni accertamenti sul rispetto delle
norme;
- per
ricordare ai Sindaci che chi paga le tasse ha diritto ad avere spiagge
libere e pulite. Andare in uno stabilimento deve essere una scelta, non un
obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere.
clicca
qui per scaricare la locandina Adiconsum
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